LE ATTIVITÀ DELLA CAN COSTIERA

Una tavola rotonda con esperti e politici per fare il punto sulla posizione delle Comunità nazionali italiana e ungherese in Slovenia.

Deli novico s tvojimi prijatelji

A promuoverlo è stato l’Istituto per gli studi etnici di Lubiana. La tribuna ha visto la partecipazione di eminenti esperti e di ricercatori della materia, tra i quali anche la connazionale Lara Sorgo. A moderare i dibattiti, svoltisi parzialmente in remoto, è stato lo storico ed ex deputato di nazionalità ungherese, Laszlo Goenc. Nei dibattiti sono state tracciate similitudini e differenze tra le due minoranze autoctone in Slovenia, tutelate dalla Costituzione e da tutta una serie di norme incluse nelle varie leggi settoriali. Lo scopo era di individuare la strada per migliorare ulteriormente la loro posizione, anche in vista dei prossimi incontri con il nuovo governo sloveno sulle esigenze degli italiani e ungheresi che vivono in Slovenia. I relatori hanno posto in risalto la necessità di apportare modifiche alla struttura delle norme che reggono il sistema di tutela minoritario. Sulla loro portata e sui contenuti dettagliati serviranno altre riflessioni. Per il presidente della CAN Costiera, intervenuto in presenza all’evento, esiste l’esigenza di rivedere alcune leggi, armonizzate con il tempo in cui viviamo. Non si tratta soltanto di tenere in considerazione la CNI, ma anche il territorio nazionalmente misto in cui essa vive. Altri relatori si sono soffermati, invece, sull’effettiva possibilità che i connazionali hanno di usare la loro lingua. La cornice giuridica risulta ottima, ma l’applicazione delle norme non è coerente. Da remoto si è collegato con il convegno per dare il suo contributo Felice Žiža, da poco riconfermato al seggio specifico per CNI al Parlamento di Lubiana. “Nel mio intervento mi sono soffermato su quelli che sono i problemi ricorrenti della Comunità nazionale italiana. Nella passata legislatura sono stati fatti passi avanti per colmare il divario tra normative e la loro attuazione pratica. Abbiamo rilevato una spinta positiva verso quelle che sono le nostre necessità. Tra gli esempi che abbiamo fatto assieme al presidente Scheriani, la nascita dell’ufficio per il bilinguismo, poi l’assunzione di due nuovi consulenti pedagogici per le nostre scuole e ancora la base economica della CNI. Vorrei sottolineare ancora i risultati conseguiti a Radio e Tv Capodistria, dove è stata invertita la tendenza degli ultimi 12 anni che aveva portato alla cancellazione di 25 posti di lavoro e alla riduzione dei nostri diritti acquisiti nel campo dell’informazione. Dal 2018, con ambedue i governi in carica, siamo riusciti ad arginare il fenomeno. Dovremmo pensare anche a potenziare i programmi, i contenuti delle trasmissioni. Il lavoro che ci attende è molto impegnativo. Si tratterà di migliorare l’insegnamento dell’italiano nelle scuole slovene, le competenze linguistiche dei dipendenti pubblici e dei docenti negli istituti italiani. Ho trattato ancora il tema delle bandiere, dove si tratterà di uniformare l’esposizione dei vessilli delle Comunità nazionali”. Sempre in remoto era intervenuto al convegno anche il presidente dell’Unione Italiana, Maurizio Tremul.

RIPRISTINO DEL TOPONIMO SANTA LUCIA – POLEMICHE INFONDATE

La CAN Costiera ha accolto con stupore gli accesi dibattiti, dai connotati negativi e offensivi che hanno fatto seguito alla proposta di ripristinare l’antico toponimo di Santa Lucia. La mozione relativa al Consiglio comunale di Pirano, dopo anni di discussioni e preparativi, era partita dalla Comunità locale e sostenuta dai consiglieri municipali italiani e dalla Comunità autogestita della nazionalità italiana di Pirano, nonché da uno dei partiti rappresentati nel Consiglio stesso. Il ritorno all’antico nome della località alle porte di Portorose, dove da secoli la locale chiesa e parrocchia sono consacrate alla Santa, sostenuto con convinzione dagli appartenenti alla CNI, sembrava finalmente un atto condiviso, accettabile e ad un passo dall’introduzione. Purtroppo si sono levate critiche immotivate e violentissime, rimbalzate anche sui social, contro la Comunità italiana, che avrebbe intenzioni revisioniste e nazionaliste. Il presidente della CAN Costiera, Alberto Scheriani, si dice rammaricato per la polemica innescata su un tema che era stato esaminato a fondo in passato e che sembrava essere ormai di prossima soluzione. Come ha rilevato, sarà necessario includersi nella campagna per l’eventuale referendum locale su questo tema e tornare a spiegare i motivi storici, che spingono la CNI ad affiancare la Comunità locale nella richiesta del reintegro ufficiale del nome Santa Lucia. Intanto la CAN di Pirano ha promosso un dibattito pubblico sui passi da intraprendere per ridare all’abitato il suo vecchio nome. In particolare si è chiesto ai connazionali se prediligono il ripristino del agiotoponimo in lingua slovena e italiana oppure se potrebbe bastare soltanto la modifica della definizione italiana. Nel primo caso il referendum sarebbe inevitabile, con possibili ricadute negative su tutta la Comunità nazionale italiana. Nel secondo, invece, la consultazione potrebbe essere evitata. Le posizioni restano divergenti e spetterà ai tre consiglieri comunali italiani prendere posizione, probabilmente già il 7 luglio.

SETTIMO CONVEGNO SUL BILINGUISMO A DOBROVNIK

Si è svolto mercoledì, primo giugno, a Dobrovnik, comune bilingue al confine con l’Ungheria, il settimo Convegno sul bilinguismo, organizzato dal Ministero della Pubblica Amministrazione della Repubblica di Slovenia. Hanno partecipato, tra gli altri, la vicepresidente della CAN Costiera e il suo segretario, nonchè presidenti delle CAN comunali di Ancarano e Pirano, Linda Rotter e Andrea Bartole, nonché le collaboratrici dell’Ufficio per il bilinguismo della CAN Costiera. La tematica di quest’anno era incentrata sia sulle elezioni parlamentari svoltesi lo scorso aprile sia sulla preparazione a quelle future. Dopo un’introduzione sul ruolo degli organi statali competenti e sugli aspetti giuridici delle elezioni, si è prestata particolare attenzione alla composizione degli elenchi elettorali delle minoranze. In seguito, si è passati alla presentazione delle particolarità riscontrate dalle minoranze italiana ed ungherese durante lo svolgimento della campagna elettorale e nei seggi elettorali. La CAN Costiera ha sottolineato il miglioramento nell’applicazione del bilinguismo sui manifesti elettorali, evidenziando tuttavia le differenze tra i manifesti dei vari partiti politici nei diversi comuni costieri, dovute anche alle differenti disposizioni nei decreti comunali. Sono stati, inoltre, definiti dei protocolli di collaborazione con la Commissione elettorale nazionale anche in merito alle segnalazioni pervenute all’Ufficio per il bilinguismo, sulla mancata o errata applicazione della lingua italiana nei seggi elettorali dei comuni costieri, auspicando così un ulteriore miglioramento nelle future elezioni di quest’anno.

ALBERTO SCHERIANI RICONFERMATO ALLA GUIDA DEL COMITATO RTV

Seduta costitutiva a metà mese a Lubiana per il Comitato dei programmi italiani di Radio e Tv Capodistria. In apertura si è riunito congiuntamente con il Comitato dei programmi ungheresi per ascoltare una relazione del Direttore generale della RTV di Slovenia, Andrej Grah Whatmough, sulla situazione in cui versa l’ente. La sua valutazione indica potenziali nuove difficoltà finanziarie legate principalmente al rincaro delle fonti di energia, da qui un piano di risanamento con una riduzione dei costi del lavoro e di produzione. Per i programmi italiani non sono previste decurtazioni, ma come sempre accade condivideranno le sorti delle altre unità di produzione RTV. Il Direttore generale ha espresso soddisfazione per le modifiche dello statuto, che garantiscono alle redazioni di Radio e Tv Capodistria maggiore autonomia decisionale, anche nel campo dei finanziamenti. Subito dopo il Comitato dei programmi italiani ha proseguito i lavori in separata sede. É stato riconfermato alla presidenza Alberto Scheriani, mentre suo vice resta Damian Fischer, in rappresentanza dei dipendenti. Invariata la composizione del Comitato per quanto riguarda i consiglieri designati dalla CAN Costiera in qualità di cofondatore, sono nuovi, invece, i due membri scelti dal Consiglio della RTV slovena, Mitja Katavič e Maja Lapornik. Scheriani ha espresso soddisfazione per la fiducia che gli è stata concessa e ha assicurato il massimo impegno del Comitato per supportare i programmi prodotti a Capodistria, attesi da sempre nuove, difficili sfide. Resta prioritario il compito di consolidare gli organigrammi delle redazioni e assicurare mezzi sufficienti per la realizzazione dei piani di produzione. Questi problemi andranno affrontati assieme alla CAN Costiera e al deputato alla Camera di stato, Felice Žiža.

REGIONALISMO- SODDISFAZIONE PER LA BOZZA DI LEGGE CON LA PROVINCIA ISTRIA

Il Consiglio di stato deciderà nel corso della prossima seduta se presentare in parlamento la bozza di legge sulla regionalizzazione. Frutto di una lunga armonizzazione, nel corso della quale sono stati sentiti i pareri dei comuni e di altri soggetti interessati, tra i quali la Comunità nazionale italiana, il documento avrebbe buone possibilità di passare. Dopo quasi trent’anni di rinvii, il secondo livello dell’autogoverno locale prevede l’accorpamento delle amministrazioni comunali in 15 province, delle quali una interesserebbe soltanto la capitale Lubiana. Quella che andrebbe ad inglobare i comuni costieri, Capodistria, Ancarano, Isola e Pirano, rispetterebbe le necessità esposte dai sindaci, dal deputato italiano alla Camera di stato, Felice Žiža, dalla CAN Costiera e da altre organizzazioni. Soltanto questa estensione territoriale permetterebbe, infatti, di realizzare completamente i diritti della CNI e una sua adeguata rappresentanza a livello provinciale. Il nome della futura provincia sarà Istra- Istria, come del resto promesso durante la sua visita a Capodistria dal presidente del Consiglio di stato, Alojz Kovšca. La notizia è stata accolta con soddisfazione dalla CAN Costiera. Il suo presidente, prof. Alberto Scheriani, ha rilevato: ”Non posso che rallegrarmi per i contenuti delle norme sulle province. Ricalcano quelle che erano sempre state le nostre richieste, soprattutto circa l’attuazione dei diritti costituzionali, che ben difficilmente sarebbe possibile in un’amministrazione che comprenda più comuniin un primo tempo si era parlato anche dell’area carsica. Mi compiaccio anche che il presidente Kovšca abbia mantenuto gli impegni presi e che il nome previsto sia, come da noi desiderato, semplicemente Istria. Vengono a cadere le illazioni che avevano seguito la standardizzazione del nome Istria slovena sulle carte topografiche. Come avevamo sempre sostenuto ciò non ha pregiudicato il nome da imporre alla provincia ed era un procedimento completamente separato. La questione era stata strumentalizzata per scopi pre- elettorali e si spera che sarà archiviata per sempre” ha dichiarato Scheriani. Resta da seguire ora con attenzione l’iter legislativo della regionalizzazione prima al Consiglio e poi alla Camera di stato.